Filosofia e Ritualità nei gradi Capitolari

 

 

 

La mitica leggenda che ritroviamo nei gradi dell’Arco Reale, si rifà alla ricostruzione del secondo Tempio di Salomone, ad opera di Zorobabele, allorchè il popolo ebraico al termine di una delle diaspore, venne liberato dalla schiavitù.

Nel corso del lungo esilio al quale vennero sottoposti, gli ebrei con la loro particolare esperienza e sensibilità, potettero accertare che sul piano religioso, il Dio d’Israele non era legato alla loro terra originaria; essi si resero conto che, fin quanto obbedivano alle Leggi Massoniche, potevano ritrovare Iddio ovunque si trovassero nel vasto mondo.

Ed è proprio questa consapevolezza, che ha consentito al popolo ebraico di conservare integra la loro tradizione ed identità nonostante le sofferenze della lunga diaspora, come viene ricordato nel Salmo 137, che recita:

”Là presso i fiumi di Babilonia,
sedevamo ed anche piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici delle sponde  
avevamo appese le nostre Cetre.
Poiché là quegli che ci avevano menati
in cattività
ci chiedevano dei canti,
Quelli che ci predavano delle canzoni
d’allegrezza dicendo:
Cantateci delle canzoni di Sion”….

In effetti il sistema dell’Arco Reale, utilizzando questa particolare esperienza vissuta dal popolo ebraico, ha strutturato il proprio sistema in quattro gradi:

  1.  MARK MASTER (Maestro del Marchio)

  2. PAST MASTER (Maestro Installato)

  3. MOST EXCELLENT MASTER (Maestro Eccellentissimo)

  4. ROYAL ARCH MASTER (Maestro dell’Arco reale)

 

Testo tratto da: “Cenni di Storia Simbologia e Filosofia” del Comp. Giuseppe del Noce

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